Kimi Raikkonen – LaPresse
in foto: Kimi Raikkonen – LaPresse

Il 2018 è stato l'ultimo anno di Kimi Raikkonen in Ferrari: il finlandese, infatti, dopo otto stagioni – seppur intervallate dal momentaneo ritiro e dall'esperienza con la Lotus – dirà addio alla scuderia con la quale diventò campione del mondo nel 2007 per continuare la propria carriera in Alfa Romeo Sauber. Una separazione, quella con il team italiano, senza ruggini e condita da tanto calore come dimostrato dall'applauso ricevuto nella consueta cena di Natale riservata ai dipendenti.

L'augurio di Raikkonen ai dipendenti Ferrari

Raikkonen, dopo essere salito sul palco, ha ricordato le sue otto stagioni passate alla guida della Rossa e il mondiale vinto, per salutare tutti con un monito in vista della prossima stagione: "Ci tengo a dirvi che non voglio essere l’ultimo campione del mondo in Ferrari, spero che il titolo arrivi nei prossimi 12 mesi. Ve lo meritate", le sue parole ai dipendenti che hanno applaudito a lungo il finlandese, arrivato agli sgoccioli della sua esperienza a Maranello. Un incoraggiamento, quello dell'ormai ex pilota del Cavallino in vista del 2019 quando la Rossa, che dal prossimo anno potrà contare sul confermato Sebastian Vettel – con il quale il finlandese ha scambiato il casco in segno di rispetto – e sul nuovo arrivato Charles Leclerc, tenterà l'ennesimo assalto a un titolo che manca dal 2008 quando furono proprio Raikkonen e Massa a regalare alla scuderia italiana il mondiale costruttori.

Dopo 151 Gran Premi e 10 vittorie iridate Raikkonen è ormai pronto a salutare la Ferrari. Il futuro si chiama Alfa Romeo Sauber, un modo per rimanere comunque legato alla scuderia di Maranello: al suo fianco, infatti, avrà Antonio Giovinazzi, terzo pilota della Rossa nel 2018, mentre il propulsore che spingerà la sua vettura, come altre parti della monoposto elvetica, sarà ancora firmato dalla casa italiana. Un cordone, quello tra il finlandese e il Cavallino, impossibile da tagliare; Raikkonen appartiene alla storia della Ferrari anche se la speranza, anche del finlandese, è che presto possa essere ricordato non più come l'ultimo pilota in grado di vincere la Rossa più famosa nel mondo delle corse.