Sotto la livrea mimetica, niente. O quasi. La Red Bull 2018, che come l'anno scorso si presenta con una veste ad hoc per l'occasione diversa da quella con cui gareggerà, sembra confermare una tendenza già intuita con il disvelamento della Haas e della Williams. Nessuna vera rivoluzione, si procede nel segno della continuità, in certi aspetti dell'estremizzazione di quanto visto nel 2017. E si continuano a vedere soluzioni aerodinamiche in stile Ferrari e Mercedes. Niente si crea, nemmeno in casa Newey, tutto si trasforma.

RB14, fianchi stretti e prese d'aria particolari

La scuderia austriaca ha presentato, nelle immagini viste online prima del filming day, una vettura dalle fiancate e dalle pance strettissime che offrono meno resistenza all'avanzamento ma possono diventare problematiche e portare all'aperura di feritoie sulla scocca nei gran premi più caldi della stagione.

Particolari le bocche dei radiatori, nascoste sotto i convogliatori, e il deviatore di flusso che si attacca al bargeboard sotto la bocca della pancia. Qui è evidente l'ispirazione alla SF70H che però si traduce in una reinterpretazione. Gli effetti? Il profilo alare davanti alle bocche dei radiatori e le prese d'aria spostate indietro per allontanare le prese del raffreddamento dalle nocive turbolenze delle ruote anteriori.

Parola d'ordine: abbassare il corpo vettura

Come la Williams presentata qualche giorno fa, anche la Red Bull conferma l'esigenza, peraltro già evidente nella filosofia di progettazione della RB13, di alleggerire e abbassare la vettura per bilanciare l'effetto di Halo, che tende ad alzare il baricentro della monoposto e, secondo le prime stime, appesantire di 14-15 kg la monoposto. Questo, nonostante i 6 kg in più concessi dal regolamento tecnico rispetto ai 728 del 2017 proprio per accomodare il nuovo sistema di sicurezza che poco piace a Verstappen, chiama i progettisti a soluzioni più estreme.

Innalzare le bocche d'ingresso dei radiatori, da questo punto di vista, libera la parte bassa della carrozzeria e aumenta il flusso d'aria verso il diffusore posteriore.

Non ci sono, come si poteva già intuire dalla sagoma in ombra usata per aumentare l'attesa sui profili social della scuderia in vista del lancio, le pinne sul posteriore, i “monkey seats” sugli scarichi e il T-wing sul cofano motore.

Muso aperto e linee sofisticate

A una prima impressione, la RB14 si caratterizza per un prevedibile affinamento aerodinamico rispetto alla vettura della scorsa stagione. Il muso è più affusolato, con il foro già presente l'anno scorso, le “zanne” di ispirazione Mercedes e un'ala anteriore più curva che, nella versione presentata oggi, vede sei piani.

Nella configurazione aperta si notano l'S-Duct in corrispondenza del numero davanti all'abitacolo e una serie di componenti sotto il musetto che confermano l'attenzione progettuale per la gestione dei flussi d'aria sotto il corpo vettura e una sospensione anteriore con i bracci rivolti verso il basso, una delle novità più evidenti rispetto alla RB13.

Da quest'anno le sospensioni anteriori, oggetto di una specifica direttiva tecnica a fine 2017, non potranno modificare l'altezza da terra della vettura di oltre 5 mm nel passaggio all'angolo massimo di sterzata, e di ridurre dunque questo espediente per cui si varia il trasferimento di peso, si cerca attraverso lo sterzo di abbassare l'avantreno al diminuire della velocità per contrastare il crescente sottosterzo.

Airbox non separato e posteriore rastremato

Sparita l'enorme pinna, cambia anche l'airbox, la presa d'aria sopra l'abitacolo, più ovale e a una prima impressione senza canali laterali separati.

Molto più elaborata dell'anno scorso la parte centrale della monoposto, come dimostrano i piloni verticali, quattro elementi ancorati al fondo, davanti alle pance insieme ai bargeboard e le pance schiacciate nel raccordo con la copertura del motore.

Sempre molto rastremato il posteriore, anche se le novità che riguardano il cofano motore e i meccanismi di raffreddamento si potranno vedere compiutamente solo con i primi test in vista della nuova stagione.

“La tendenza degli ultimi anni è stata di produrre un debutto molto tardivo, che ha consentito al dipartimento della progettazione il tempo massimo per integrare soluzioni in macchina prima che intervenisse il momento del taglio, nel quale si congela il progetto e si realizza la monoposto del lancio” si legge nella nota del team. “Ma quest'anno non l'abbiamo fatto. E' preferibile finire la macchina in anticipo e risolvere ogni intoppo quando si trova in pista a pochi chilometri dalla fabbrica”.

Ricciardo pronto, la continuità può aiutarlo

Ricciardo, re dei sorpassi l'anno scorso, ha ottenuto 420 punti rispetto ai 359 di Max Verstappen nelle 37 gare in cui sono stati compagni di squadra. Ma l'olandese l'ha battuto 19 volte in qualifica e gli è arrivato davanti cinque volte nelle sette gare che entrambi hanno concluso in un 2017 in cui la scuderia ha collezionato 13 podi e altrettanti ritiri.

Ricciardo, che ha un anno ancora di contratto, potrebbe beneficiare dalla continuità progettuale rispetto all'anno scorso. La RB17, ha detto l'australiano, “è stata più difficile da capire”. Cercare di risolvere i problemi nel weekend attraverso continue modifiche al set-up, ha spiegato a Motorsport.com, gli è costato in termini di prestazioni. “In passato la mia abilità di sentire la macchina era uno dei miei punti di forza. Ma a volte dovrei semplicemente guidare e tirar fuori il meglio e non pensare che faremmo meglio a cambiare questo o quello”.

Marko: Non lotteremo per il titolo

Col motore Renault griffato Tag Heuer, e l'accordo di partnership con Aston Martin, quale sarà il peso della Red Bull nella lotta per il Mondiale? Helmut Marko abbassa le aspettative dei tifosi. “Non penso che siamo in una situazione in cui possiamo competere per il campionato”, ha detto per Auto Motor und Sport. “Il motore Renault dovrebbe essere più affidabile e potente nel 2018 e combatteremo con un telaio competitivo, ma se la Mercedes produce un nuovo motore ancora più forte, la domanda è se abbia un vantaggio ancora più grande di quello che già ha, anche se comunque dovremmo essere più vicini a loro”.

La scuderia, è sempre stato un suo punto di forza, ha però una struttura di comando molto rapida a reagire alle situazioni. E la corsa per il Mondiale potrebbe diventare una lotta a tre.