La prima volta non si scorda mai: sarà così per Mick Schumacher che in Ungheria – su un tracciato dove il padre è riuscito a tagliare la bandiera a scacchi davanti a tutti per 4 volte – ha ottenuto la prima vittoria da quando corre in Formula 2, ma anche per tutti i tifosi della Ferrari e per gli appassionati di motori che stanno assistendo ai primi passi della carriera di quello che, al di là del cognome, sembra possa essere il futuro della Formula 1.

Un'emozione speciale per molti, a partire dalla sua famiglia sotto al podio con mamma Corinna visibilmente emozionata così come sua sorella, fino ad arrivare a Mattia Binotto, team principal Ferrari che stava assistendo alla gara non solo per il rapporto speciale che lo lega al padre del giovane tedesco, ma anche per valutare i progressi di quello che, tra qualche anno, potrebbe essere uno dei piloti del Cavallino. Tra coloro che hanno assistito alla gara con particolare trasporto c'era anche Ross Brawn, direttore tecnico della Ferrari nell'era d'oro di Michael Schumacher e oggi uomo di punta della gestione sportiva di Liberty Media: "Vederlo in piedi sul podio, con le braccia alzate, è stato emozionante e non posso negare che mi ha ricordato suo padre Michael. La vittoria arriva dopo una prima metà dell'anno piuttosto sfortunata e penso che questo successo gli darà più fiducia nelle sue capacità" sono state le sue parole rilasciate ai cronisti nel consueto debriefing post gara all'Hangaroring.

Mick Schumacher – Getty images
in foto: Mick Schumacher – Getty images

Una vittoria importante che riporta un esponente della famiglia Schumacher sul gradino più alto del podio a 15 anni dall'ultima volta e che rappresenta un tappa di avvicinamento importante alla Formula 1 da parte del figlio del sette volte campione; l'anno scorso il giovane Mick riuscì a conquistare il campionato di Formula 3 proprio dopo aver vinto la prima gara a metà stagione, infilando una serie record di successi e podi che lo portarono alla vittoria; difficile che quest'anno possa riuscirci di nuovo, ma l'obiettivo non è quello di alzare un trofeo bensì di crescere per arrivare al suo obiettivo, quello di correre un giorno in Formula 1 magari al volante dell'auto che rese grande suo padre. Un cammino appena iniziato ma che secondo Ross Brawn ha tutte le prerogative per portarlo al successo: "Gli sforzi del giovane Schumacher hanno stimolato l'immaginazione dei media di tutto il mondo e mostrano quanto il nome Schumacher significhi ancora nel motorsport. Mick è davvero sulla buona strada, ma deve ancora essere in grado di guardare avanti con calma inserendosi in questo mondo pieno di giovani talenti. La vittoria in Ungheria è stata certamente un momento molto importante, ma c'è ancora fare molta strada" ha concluso l'ex manager che contribuì, insieme a Jean Todt e a Michael Schumacher, a rendere grande la Ferrari.