Jonathan Rea dimostra ancora una volta di essere un cannibale; nonostante il 4° titolo mondiale consecutivo già in tasca, il pilota della Kawasaki ha vinto anche Gara1 del Gran Premio d'Argentina che si corre sul tracciato di El-Villicum. Quello che sembrava un leggero appannamento dovuto al fatto di aver raggiunto l'obiettivo è stato spazzato via nello spazio di due curve, giusto il tempo di inquadrare Marco Melandri che partiva dalla pole e superarlo andandosene in scioltezza e chiudendo primo al traguardo. Alle sue spalle, a completare il podio, proprio l'italiano della Ducati e Toprak Razgatlioglu.

Melandri chiude 2°, Razgatlioglu completa il podio

Una gara senza storia quella andata in scena in Argentina: Marco Melandri, che pure era riuscito a conquistare una pole position importante più per il morale che per la classifica, non ha neanche fatto in tempo a pensare a come gestire la gara visto che Rea lo ha infilato dopo appena due curve imprimendo alla corsa un ritmo insostenibile per tutti gli altri. Il pilota italiano ha provato a stargli dietro, ma alla fine ha dovuto rinunciare preferendo gestire la corsa e portare a casa un comunque ottimo 2° posto davanti al sorprendente Toprak Razgatlioglu. Decisamente peggio ha fatto il suo compagno Chaz Davies, caduto a dieci giri dalla fine mentre battagliava per il podio. Il gallese vede ora a rischio la sua seconda piazza iridata, con Van der Mark – che ha chiuso all'8° con la sua Yamaha – ora a – 18.

La Kawasaki vince il titolo costruttori

Una vittoria, quella di Jonathan Rea che permette al pilota della Kawasaki di entrare ancora di più nella storia della Superbike: per il nordirlandese, che si era già assicurato il titolo in Gara 1 a Magny-Cours, quella argentina è la nona vittoria consecutiva, eguagliando il record della coppia Edwards-Hodgson – capaci di infilare una striscia uguale rispettivamente nel 2002 e nel 2003 – regalando alla casa giapponese anche il titolo costruttori: festa doppia, quindi, per la casa del Sol Levante, sempre più dominante grazie al suo pilota di punta che si conferma come uno dei più grandi interpreti nella storia della Superbike.