Il direttore tecnico Danny Aldridge al box Honda / MotoGP.com
in foto: Il direttore tecnico Danny Aldridge al box Honda / MotoGP.com

Il giorno dopo che il direttore tecnico della MotoGP, Danny Aldridge, ha bocciato l’appendice proposta dalla Honda e simile a quella della Ducati, è ancora Aldridge a intervenire nei confronti di HRC.

Scintille dalla saponetta, interviene Aldridge

Nel corso del secondo turno di libere del Gp d’Argentina, Jorge Lorenzo ha provato una nuova coppia di saponette dotate di alcuni piccoli chiodi in titanio che, strisciando contro l’asfalto, hanno sollevato evidenti scintille in pista. Scintille che il direttore tecnico ha ritenuto pericolose, per il rischio che possano innescare rovinosi incendi. Motivo per cui durante le libere 2 Aldridge ha deciso di recarsi personalmente al box Honda per chiedere che il maiorchino non continuasse a utilizzarle. Prima la breve discussione per chiarire i motivi del reclamo, poi il cenno d’intesa con la squadra del #99, finita negli highlight di giornata. Quanto all’appendice respinta ieri, Aldridge avrebbe ricevuto oggi una nuova richiesta di omologazione sempre dalla Honda, ma con una diversa spiegazione relativa alle funzioni. Se le indiscrezioni riprese da Motorsport.com saranno confermate, sarà chiaro che questa strategia potrà servire a sconfessare l’operato del direttore tecnico e l’incongruenza tra quanto stabilito dal regolamento e il criterio adottato per l’approvazione.

Lorenzo: "Servono chilometri"

In ogni caso, quelle dalle saponette sono state le sole scintille di Lorenzo oggi in Argentina, 21° al termine della prima giornata di libere a quasi 1 secondo di ritardo dal riferimento trovato da Andrea Dovizioso. “Mi mancano chilometri e capire tante cose  – ha spiegato il campione spagnolo a fine giornata – . Oggi siamo stati penultimi, i distacchi sono ravvicinati ma sono a 9 decimi dal primo, quindi per me è difficile. Non sono ancora in perfetta forma fisica ma non è questo il motivo per cui ho difficoltà ad andare forte. È una questione di inesperienza sulla moto e capire il setting migliore per me. Quindi per il momento siamo affrontando questo processo. Le prime gare saranno difficili, lo è stata in Qatar, lo sarà qui e sicuramente sarà difficile ad Austin. Forse a Jerez, su una pista per me più favorevole e con più esperienza, sarò più avanti. Adesso è importante mantenere la calma, la pazienza e lavorare per migliorarci”.