Robyn Denholm
in foto: Robyn Denholm

Elon Musk non è più il presidente di Tesla: non è una vera e propria novità visto che il visionario imprenditore è stato costretto a lasciare la poltrona di numero uno del gruppo in seguito all'accordo trovato con la SEC – Securities and Exchange Commission, la Commissione per i Titoli e gli Scambi, cioè l’ente statunitense federale che vigila sul funzionamento della borsa – con il quale si stabiliva che avrebbe dovuto cedere il suo posto entro 45 giorni verdetto oltre a sanare l'accusa di frode con una multa di 40 milioni di dollari. La parte più interessante della storia, però, è quella legata al successore scelto: si tratta, infatti, di Robyn Denholm, la prima donna a ricevere un incarico di presidenza nell'ambito dell'industria automobilistica.

Chi è Robyn Denholm, nuovo numero uno di Tesla

Robyn Denholm, 55enne di Sydney, ha seduto in diversi consigli di amministrazione di importanti società e vanta sul curriculum alte cariche in Sun Microsystems, Juniper e Abb. Direttore finanziario e capo delle strategie per la Telstra, la prima compagnia telefonica australiana e tra le più avanzate nello sviluppo della connessione 5G. Già lo scorso anno, però, è risultata essere il direttore del board con il compenso più alto – 4,9 milioni di dollari, per il 99% sottoforma di opzioni sull’azione Tesla. Già membro del CdA di Tesla dal 2014 come consigliere indipendente, dovrà attendere ora attendere sei mesi per sedersi ufficialmente a capo del gruppo. Una scelta coraggiosa quella di Tesla che conserverà comunque un posto di rilievo ad Elon Musk che rimarrà come AD della società.

Una decisione obbligata per Musk, costretto dall'autorità statunitense a lasciare la presidente di Tesla. L'azione legale intrapresa dalla SEC, infatti, era arrivata in seguito a un tweet dello stesso Musk in cui annunciò la sua intenzione di effettuare un delisting di Tesla a 420 dollari per azione, assicurando che i fondi per la transazione erano disponibili. Un tweet che aveva colto tutti di sorpresa, tanto che alcuni avevano pensato si trattasse di uno scherzo. La SEC, però, è voluta andare a fondo alla vicenda bollando le sue affermazioni come "false" e "ingannevoli"; da qui la condanna con l'obbligo di scegliere un nuovo numero uno. La scelta è ricaduta sulla Denholm che adesso sarà la prima presidente donna nella storia dell'automotive.