Valentino Rossi / Getty Images
in foto: Valentino Rossi / Getty Images

Il 2018 è iniziato con una nuova grana per Valentino Rossi che, risolte le vicissitudini legate al Ranch di Tavullia in merito al ricorso presentati dai vicini dell’impianto sportivo, deve adesso fare i conti con due suoi ex dipendenti, i coniugi Untu, moldavi, che per dieci anni sono stati i custodi della sua grande villa con parco e piscina a Tavullia. Come anticipato nei giorni scorsi, la coppia –  licenziata alla vigilia di Natale 2016 – ha chiesto 114mila euro per cinque anni di straordinari non pagati e sei mesi di indennità risarcitoria.

Richiesta dimezzata ma il Dottore non accetta l’accordo

Ieri, 12 gennaio, si è tenuta la prima udienza davanti al giudice del lavoro di Pesaro Maurizio Paganelli che, da prassi, ha invitato le parti a trovare un accordo prima di avviare la causa. Come riporta Il Resto del Carlino, per provare a chiudere il contenzioso in via extragiudiziale, il difensore dei coniugi, l’avvocato Mario Del Prete, ha avanzato una richiesta economica dimezzata ma, il legale di Rossi, l’avvocato Virgilio Quagliato, ha ritenuto la richiesta, seppur diminuita “molto lontana dalla volontà del suo cliente”. Fallito dunque il tentativo di trovare un’intesa tra il Dottore e gli ex custodi, motivo per cui l’azione legale della coppia moldava seguirà l’iter previsto dalla legge. Le parti hanno presentato richiesta di ascoltare quatto testi ciascuna e, in particolare, l’accusa ha chiesto di ascoltare anche Valentino Rossi. D’altra parte la difesa, che nega che gli ex custodi abbiano fatto straordinari per il principio che debba essere il datore di lavoro a doverli richiedere e che Valentino non li avrebbe mai richiesti, contesta che i lavori di manutenzione siano stati fatti dai custodi. Motivo per cui ha depositato un lungo elenco di fatture per i lavori svolti. La sentenza è prevista entro il mese di maggio 2020.