Toto Wolff e Lewis Hamilton – LaPresse
in foto: Toto Wolff e Lewis Hamilton – LaPresse

Il Gran Premio di Gran Bretagna verrà ricordato a lungo non solo per la spettacolarità della corsa, ma soprattutto per le polemiche nate in seguito al contatto tra la Ferrari di Kimi Raikkonen e la Mercedes di Lewis Hamilton; il finlandese, penalizzato di 10 secondi dai commissari di gara, nel corso del primo giro, ha toccato il britannico, mandandolo in testacoda e costringendolo ad una furiosa rimonta conclusa al 2° posto proprio davanti al ferrarista.

Wolff propone di valutare le conseguenze dell'impatto per stabilire la penalità

Nel dopo gara, però, la tensione è cresciuta notevolmente con la Mercedes e Hamilton a chiedersi maliziosamente se quella della Ferrari fosse una mossa studiata o solo incapacità e il vertici del Cavallino, con il team principal Maurizio Arrivabene, ad accusare la casa della Stella di non saper perdere. A smorzare i toni ci ha pensato proprio il campione del mondo il giorno dopo con un post su Instagram dove accettava le scuse di Raikkonen aggiungendo di aver detto stupidaggini; tutto risolto, almeno in apparenza, con i due team a stabilire la pace armata. Adesso, però, è toccato a Toto Wolff tornare sulla questione parlando delle penalità inflitte in Formula 1 anticipando uno dei temi che sarà toccato al prossimo meeting FIA.

Penso che ci sia una certa coerenza sulle penalità. I commissari possono scegliere di penalizzare con un'ammenda di 5 o 10 secondi sul tempo di gara oppure con un passaggio in pit lane. C'è un ventaglio di possibilità abbastanza ampio e penso che risulti fondamentale guardare i precedenti – ha detto il team principal Mercedes ai canali ufficiali del marchio -. Quello di cui dobbiamo discutere, però, sono le conseguenze di un impatto e valutare caso per caso quello che accade in pista. Quale penalità applicare se un incidente danneggia enormemente le possibilità di vittoria dell’avversario? Questa è una storia molto diversa.

Una tesi, quella sostenuta dal manager austriaco, secondo la quale bisognerebbe valutare ogni caso non in base alla dinamica, ma in base al danno procurato: un incidente a centro gruppo, magari tra piloti fuori dalla top ten e che non va ad influire sul numero di punti conquistati, sarebbe meno grave, secondo il team principal Mercedes, di un contatto tra piloti di testa che si giocano vittoria e mondiale. Difficile non cogliere il riferimento a quanto successo a Silverstone quando, secondo la Mercedes, Hamilton è stato privato della vittoria proprio dal contatto con Raikkonen; l'ennesimo capitolo di una rivalità, quella tra il Cavallino e le Frecce d'argento, appena scoppiata e destinata ad alimentare tutto il resto della stagione.