È stato buon profeta John Barnard. "Vinceremo almeno due gare prima della fine della stagione", aveva detto nel corso del 1987. Nell'ultima gara del Mondiale, a Adelaide, Gerhard Berger piazza il secondo successo consecutivo, porta la Ferrari per la prima volta davanti a tutti in Australia e gli consente di centrare un pronostico che in pochi avrebbero sottoscritto.

La visione di Barnard – Artefice della McLaren MP4/2, base della MP4/4 che dominerà tutta la stagione 1988, l'anno della rivalità Senna-Prost e delle 15 vittorie su 16 interrotte solo proprio da Berger nella storica doppietta di Monza alla prima gara dopo la morte del Drake, al Cavallino ha ottenuto una libertà fino a quel momento impensabile, quella di continuare a lavorare in Inghilterra. Da lì chiede ai meccanici un approccio più professionale, ma i tecnici reagiscono male alle pretese di questo inglese strapagato e fuori da ogni controllo interno. Ma, per dirla con le parole dell'allora direttore sportivo Marco Piccinini, “meglio vincere parlando inglese che perdere parlando modenese”.La F1-87 che disegna è una monoposto con motore a sei cilindri a V con angolo di 90° tra le bancate, una macchina potente ma nel complesso poco affidabile, che raccoglie 53 punti e 19 ritiri.

Berger pie' veloce – Berger, che due settimane prima ha vinto il suo primo GP in rosso, a Suzuka, parte per la terza volta in stagione in pole position, nonostante l'influenza e la febbre. Dietro l'aria scanzonata, questo austriaco che sogna di ripetere la stessa strada di Niki Lauda nasconde un innato senso della velocità, in pista e non solo. Il padre, ricco proprietario di un'azienda di trasporti, lo vorrebbe in ufficio con lui. Gerhard, però, non è d'accordo. Lascia la famiglia, si mette in proprio, inizia con le categorie minori, vince il trofeo Alfasud fino a essere chiamato dall'Ats per esordire in Formula 1. Nell'inverno del 1984, mentre passeggia vicino a casa, a Worgl, nel Tirolo, un'auto lo investe brutalmente. Riporta la frattura di alcune vertebre cervicali; lo salva dalla morte un medico di passaggio. Il resto è storia. Tre punti con la Arrows nel Mondiale 1985, il passaggio alla Benetton, la prima vittoria in carriera in Messico e l'arrivo in Ferrari, che vince la concorrenza di McLaren e Williams. "Con Berger abbiamo cercato di migliorare la squadra” ha spiegato Piccinini a fine 1987 a Repubblica. “Johansson era un bravo pilota e con lui siamo rimasti in ottimi rapporti ma aveva delle difficoltà nelle prove. Oggi purtroppo se non si parte nelle prime posizioni si perdono subito una ventina di secondi anche a parità di potenziale meccanico e questo significa pregiudicare un buon risultato in gara. Sotto questo aspetto con Berger abbiamo fatto un decisivo passo avanti. Berger è un pilota che deve ancora fare esperienza ma ha delle grandi doti velocistiche

Le prove – Nelle qualifiche, la pista peggiora rispetto al venerdì per un'improvvisa ondata di caldo. Prost prevale su Piquet e riesce a strappare la prima fila mentre Alboreto con l'altra Ferrari scivola dal quinto al sesto posto. “Non sono riuscito a fare un giro pulito. Quando ho spinto al massimo ho trovato prima Prost che viaggiava lentamente,. poi la bandiera a scacchi del termine prove che mi ha fermato. Potevo finire almeno in seconda fila, ma ultimamente è destino che debba sempre arrancare”. Il più sfortunato, però, rimane Giancarlo Minardi che a pochi minuti dalla fine manda in pista Campos per provare il motore, ma lo spagnolo si schianta sul muretto dopo pochi chilometri.

La gara – Al semaforo verde Nelson Piquet, all'ultima gara con la Williams prima di passare alla Lotus, passa Berger alla prima chicane. L'austriaco si infila però alla terza curva e inizia un'avvincente battaglia che coinvolge anche la Mclaren di Prost, l'altra Ferrari di Michele Alboreto, e la Lotus di Ayrton Senna, che riesce a infilarsi davanti al Professore e al pilota più amato dal Drake, bloccati nel doppiaggio più duro del previsto di Philippe Alliot sulla Larrousse. Nel finale, prima Piquet, poi Prost (rottura al freno e uscita di pista alla curva Stag al giro 53) si ritirano. Berger mantiene il vantaggio nonostante scintille sempre più frequenti dal fondo e firma il successo numero 93 nella storia del Cavallino. Senna chiude secondo, ma verrà squalificato perché ha montato dischi dei freni più grandi del consentito. Alboreto viene così promosso al secondo posto e la Ferrari festeggia la prima doppietta dal GP del Canada del 1985 (Alboreto-Johansson), l'anno del Mondiale perso per le turbine cambiate a cinque gare dalla fine perché Enzo Ferrari si era convinto che i tedeschi della KKK avrebbero favorito i rivali motorizzati Porsche ed era passato alle americane Garrett. Alboreto è l'unico degli altri piloti al traguardo a pieni giri. Terzo arriva Thierry Boutsen su Benetton, quarto Jonathan Palmer sulla Tyrrell, la prima delle vetture senza motore turbo, quinto Yannick Dalmas su Larrousse, sesto Roberto Moreno, che in Australia aveva vinto tre volte (1981, 1983 e 1984) all'epoca della Formula Pacific, a punti al suo debutto in Formula 1 con la AGS. Ultimo a tagliare il traguardo, a 3 giri da Berger, è Christian Danner sulla tedesca Zakspeed, che con Martin Brundle aveva conquistato i suoi primi, e unici, due punti di sempre a Imola. “Il tramonto di questo campionato” conclude Piccinini, “si è tinto un po' di rosso e questo ci fa piacere. Ora ci immergeremo nel nostro mare di Maranello per una lunga apnea dalla quale usciremo per provare le nostre novità dell'88”. L'apnea, purtroppo, durerà praticamente tutto l'anno. Ma questa è un'altra storia.

GP AUSTRALIA – STORIA E NUMERI

Edizione numero 31 (già disputate 11 a Adelaide, 19 a Melbourne)

Prima edizione: 1985, Adelaide (vittoria di Keke Rosberg, Williams)

Gara più lunga: 1985 (2h 40.473s)

Gara più breve: 1991 (24m 34.899s – record per la F1)

Vittorie dalla pole in Australia: 13 su 30

Vittorie dalla pole a Melbourne: 8 su 19

Vittoria dalla più bassa posizione in griglia: David Coulthard, McLaren, 2003 – 11mo

Le vittorie Ferrari

1987 Berger

1999 Irvine

2000 Schumacher

2001 Schumacher

2002 Schumacher

2004 Schumacher

2007 Raikkonen

ALBO D'ORO PILOTI

Vittorie

4 M.Schumacher

3 Button

2 Prost, Berger, Senna, D.Hill, Coulthard, Raikkonen

1 K.Rosberg, Boutsen, N.Piquet, Mansell, Hakkinen, Irvine, Fisichella, Alonso, Hamilton, Vettel, N.Rosberg

Pole position

6 Senna

3 Mansell, Hakkinen, M.Schumacher, Hamilton, Vettel

2 J.Villeneuve, Button

1 Berger, D.Hill, Barrichello, Fisichella, Raikkonen

ALBO D'ORO COSTRUTTORI

Vittorie

11 McLaren

7 Ferrari

5 Williams

2 Renault

1 Benetton, Brawn GP, Red Bull, Lotus, Mercedes

Pole position

10 McLaren

6 Williams, Ferrari

3 Red Bull

1 Lotus, Renault, Honda, Brawn GP, Mercedes