Due sorpassi d'autore, in fotocopia, su Vettel all'inizio e su Raikkonen a dieci giri dalla fine. Hamilton, decisamente il migliore oggi, centra il 68mo successo in carriera, il quinto a Monza come Schumacher. A fine gara si presenta in parata con Bottas, come chiedono via radio, "per dare un segnale ai nostri colleghi italiani". Vettel ha trionfato "in casa loro", e fallito in casa Ferrari. Conta poco il centesimo podio di Iceman, che alla prima curva tira la staccata. Quella di Hamilton una vittoria di strategia e di scuderia. La Ferrari, invece, affonda con i due singoli per l'errore di rabbia di Vettel che costringe Iceman a duellare da solo contro due. L'allungamento del primo stint di Bottas, comunque terzo grazie alla penalità per la spallata di Verstappen, aumenta il degrado sulle gomme di Raikkonen. Ma il suo scatto in avvio, e l'errore di Vettel che si butta sulla fiancata di Hamilton rovinando ala e gara alla prima curva, è il segno di una Ferrari che pensa alla battaglia e rischia di perdere la guerra.

Ferrari, che errore di strategia

Un lampo d'orgoglio, un errore di rabbia. Raikkonen, il più vecchio poleman in Ferrari a Monza dai tempi di Mario Andretti nel 1982, scatta senza pensare davanti a tutti. Vettel non accetta il gran sorpasso di Hamilton alla Roggia. La Mercedes sacrifica Bottas nel tentativo di far gioco di squadra, la Ferrari lascia Raikkonen libero di scattare, di correre per la battaglia ma per vincere devi prevedere ogni imprevisto.

Vettel gli ha concesso troppo spazio all'ingresso di una chicane dove due macchine non ci stanno una accanto all'altra, poi quando stringe è tardi.Il tedesco cambia l'ala anteriore e monta le gialle, in regime di safety car coinvolta in tutte le 14 gare della stagione. Ma deve rimontare, correre da solo e lascia solo Iceman chiuso a sandwich dopo la sosta fra le due Frecce d'Argento. Fallito l'undercut di Hamilton, in Mercedes tengono Bottas fuori il più possibile solo per danneggiare Raikkonen, per accelerare il degrado delle gomme sulla SF71H di Iceman, mai in testa per così tanto tempo in una gara dal ritorno in Ferrari.

Vettel si gioca un pezzo di Mondiale

Il danno al bargeboard si vede e si sente nei tempi, nei dati della telemetria di Vettel. Toglie un po' di carico, soprattutto al posteriore, e il tedesco se ne lamenta nonostante riesca a entrare presto in zona punti e almeno a staccare Ricciardo. Nonostante la temperatura bassa della pista, andare su ritmi da qualifica con la macchina pesante crea dopo meno di 20 giri i primi indizi di blistering alla posteriore sinistra di Vettel. Pirelli sottolinea come sia una missione praticamente impossibile arrivare al traguardo con lo stesso treno di soft, una mescola che funziona al massimo tra i 105 e i 135 gradi. E infatti Vettel si fermerà ancora, dopo 30 giri. E 30 saranno i punti di distacco da Hamilton nel Mondiale, a fine gara, con sette gran premi ancora da correre.

Raikkonen e l'arte di difendersi attaccando

Il boato per il controsorpasso iniziale di Raikkonen alla Roggia, dopo che Hamilton aveva guadagnato tanto in scia sul rettilineo del traguardo, accende la ripresa. Iceman pòrende vantaggio sui rettilinei, nei tratti veloci come il primo o il terzo a Spa. E' tutto il pacchetto della SF71H che funziona, su una pista dove la velocità è impressionante ma non è allo speed trap che si scrivono i destini.

"Tienila viva" continuano a gridargli via radio quando entra nel giro 38 e la posteriore sinistra balla, trema, vibra, lo costringe a continue correzioni.

Resta lì, nonostante Raikkonen possa usare il DRS, che non si è chiuso venerdì creando l'incidente spettacolare ma senza conseguenze del birthday boy Ericsson (è un dispositivo idraulico e a queste velocità la resistenza dell'aria può ostacolarlo). L'ala mobile, è vero, su questa pista non dà un così grande vantaggio. A Hamilton, che girava su tempi in fotocopia rispetto a Raikkonen prima della sosta, non bastava stare sotto il secondo per farsi vedere negli specchietti.

Mercedes, finte al box e sacrificio di Bottas

L'andamento dei primi giri sembra confermare le indicazioni del long run nelle libere, in cui Raikkonen risultava di poco il più veloce sia con le supersoft sia con le soft. Hamilton rimane con continuità in zona DRS, nell'orizzonte ottico di un Raikkonen che però nella prima metà di gara gira su tempi vicini a quelli di Verstappen.

Le finte del box Mercedes, la pioggia che si affaccia in curva 6, il ritiro di Ricciardo (senza safety car) si combinano. Le Frecce d'Argento tengono fuori Bottas, per far da tappo su Raikkonen, che guadagna un secondo al giro su Hamilton dopo 25 giri. Il ritmo si alza per tutti, Mercedes sacrifica il secondo pilota come in Ungheria, lo ferma solo al giro 37.

Impiega cinque giri per prendere la scia di Verstappen, poi però va lungo, troppo lungo, dopo la spallata dell'olandese. Il duello è tutto davanti, con Hamilton che fa il vuoto nel secondo settore e Raikkonen che riesce ad andare più veloce nel terzo. Ma l'effetto dura fino a dieci giri dalla fine. Raikkonen spinge le sue gomme oltre il limite, e non può difendersi dall'attacco di Hamilton che di fatto chiude la gara.

L'ultima mesta uscita italiana di Alonso

Alonso, all'ultima presenza a Monza in Formula 1, resta in pista una decina di giri. Poi la resa, il sesto ritiro stagionale, record negativo condiviso con Hartley. Per Martin Brundle, che commenta per Sky inglese, è quasi un sollievo non vedere più un campione come Alonso, capace di battere il compagno di squadra in qualifica in ogni gara, "sprecare il suo tempo su una macchina non competitiva" come raccontava a Autosport. Oggi, però, si è perso il senso di cosa dovrebbe essere la Formula 1, dice Brundle. "Dovremmo vedere in pista i 20 migliori piloti del mondo, ma non è così". Anche se Ocon, uno dei più critici dopo la promessa di un posto a Stroll nella Force India comprata dal padre, sembra destinato in McLaren.

L'operazione di Stroll ha sollevato gli allarmi delle scuderie che si stanno facendo sentire, Haas su tutte. Il team Usa legato alla Ferrari ha dovuto aspettare due anni per partecipare alla spartizione dei prize money, ed è comprensibile che voglia difendere l'applicazione della stessa regola per la Force India dopo l'acquisto da parte del padre di Stroll. Anche se buon senso suggerirebbe una decisione diversa, in quanto non si tratta di un nuovo team, ma solo di un'operazione di sostanziale maquillage.

Ci vorrà però molto di più di una passata di belletto per rimettere in piedi la stagione della Ferrari. Errori così si pagano a caro prezzo.