Dopo l'abbuffata estiva – con i mesi di luglio e agosto da record – arriva il digiuno: a settembre, infatti, il mercato dell'auto nell'Europa dei 28, ai quali si aggiungono i paesi Efta come Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, sono state 1.123.184 auto, con una flessione del 23,4% rispetto allo stesso mese del 2017. Nonostante questo, però, da inizio anno state vendute 12.304.711 di auto, il 2,3% in più dell’analogo periodo dell’anno scorso.

Germania maglia nera, ma tutti i mercati chiudono in perdita

A pesare sul bilancio sono stati proprio i due mesi estivi in cui il dato era stato così positivo grazie ai prezzi favorevoli applicati ad agosto alle vetture che non rientravano nei nuovi cicli di omologazione WLTP; non è una sorpresa quindi il conto pagato a settembre dal mercato automobilistico europeo. La maglia nera spetta alla Germania che perde il 30,5, ma anche gli altri Stati europei non possono sorridere: l'Italia fa segnare un -25,37%, il Regno Unito il 20,4%, la Spagna, in calo del 17% e la Francia che con il -12,5% è quella che è riuscita a contenere meglio il passivo. Dati, quelli diffusi da Acea – l'associazione a cui fanno capo i produttori di auto – che però non allarmano più di tanto visto che il trend rimane comunque positivo anche se evidenzia un'Europa a due velocità: cresce, infatti, da gennaio il mercato in Spagna (+11,7%), Francia (+6,5%) e Germania (+2,4%) mentre va giù in Italia (-2,8%) e in Gran Bretagna (-7,5%).

Male Fca che perde il 31,4%

Non possono di certo ritenersi soddisfatti i costruttori: la maggior parte di essi, infatti, ha fatto segnare un calo nel mese di settembre. Fca, ad esempio, ha venduto 61.882 auto con un calo del 31,4% rispetto allo stesso mese del 2017 vedendo la propria quota scendere dal 6,2 al 5,5%; la casa del Lingotto registra il segno meno per tutti i suoi brand mentre nell'intero periodo mette in evidenza il +66,8% di Jeep e il +7,6% del Biscione. Non va meglio agli altri con Volkswagen che ha di fatto dimezzato i suoi volumi nel corso del mese e le prestazioni poco confortanti di Audi (-60%) e Porsche (-67%). Contengono i danni, invece, il gruppo Daimler che fa registrare il -12% e PSA, "solo" -8% mentre in controtendenza rispetto al mercato è Volvo, capace di crescere del 3%. Male anche le giapponesi con Nissan che perde il 43% e Honda che fa segnare un -27% poco incoraggiante.