Nel prossimo week end torna in pista la MotoGP. La lotta per il titolo iridato riprenderà dal GP del Giappone sul circuito di Motegi. Uno di quei tracciati che ha fatto la storia del campionato mondiale negli ultimi anni, uno di quei tracciati in cui più volte si è messa l’ipoteca quasi definitiva sull’alloro della classe regina. Sotto quest’ultimo aspetto forse quella che più è rimasta nella storia è la gara che si è disputata proprio a Motegi, allora sede del GP del Pacifico, il 7 ottobre del 2001 che decise il duello iridato tutto italiano tra Valentino Rossi e Max Biaggi.

La 500cc parla italiano.

Nel 2001 il campionato mondiale della classe regina prende il via con un Biaggi alla ricerca di rivincita dopo alcune stagioni povere di successi, attribuibili, a suo dire, soprattutto all'inadeguatezza tecnica della propria Yamaha. Valentino invece è alla ricerca della consacrazione con le moto di maggiore cilindrata, al suo secondo anno con la Honda “tra i grandi”. Già alla vigilia Max e Rossi erano considerati tra i favoriti per la vittoria finale, e alla rivalità personale tra i piloti (per nulla nascosta né in pista né fuori) si aggiungeva la storica rivalità tra le case motociclistiche giapponesi. E dopo 12 gare stagionali il vantaggio del ragazzo di Tavullia (225 pt) sul pilota romano (183 pt) è ampio, ma ancora con una prestazione super di Biaggi a Motegi la lotta iridata si potrebbe riaprire.

Capirossi sorprende tutti e si prende la pole.

Sia arriva così in Giappone a Motegi per il Gran Premio del Pacifico, tredicesimo e quartultimo appuntamento stagionale. Dalla pole position scatta Loris Capirossi su Honda seguito da Max Biaggi e Alex Barros. Valentino Rossi invece apre la seconda fila davanti al padrone di casa Shin'ya Nakano e al campione del mondo in carica Kenny Roberts jr su Suzuki. Alla partenza è proprio lo statunitense a sorprendere tutti scattando al comando insieme a Biaggi che si prende però immediatamente la testa della gara. Alle loro spalle seguono Rossi, Barros, e Capirossi che al secondo passaggio stampa il giro più veloce.

Rossi vs Biaggi: un duello emozionante durato solo 5 giri.

Nella tornata successiva ecco però che i due grandi protagonisti della stagione salgono in cattedra: il marchigiano supera Roberts e si lancia all’inseguimento del Pirata che da par suo fa registrare un 1’51”324 che tiene a distanza il Dottore che però non alcuna intenzione di lasciar scappare il rivale. Il giro successivo la Honda numero 46 si riavvicina agli scarichi della Yamaha del romano che risponde piazzando un altro passaggio velocissimo (1’51”056). Il leitmotiv della gara sembra ormai definito, ma alla sesta tornata arriva il colpo di scena che decide la corsa e, anche se non ancora matematicamente, anche la lotta per il titolo iridato. Così come successo in altre occasioni in stagione, Biaggi finisce a terra a causa della perdita di aderenza della sua gomma anteriore ed è costretto al ritiro, dovendo praticamente dire addio al sogno mondiale.

Fuga verso la vittoria.

Rossi a quel punto si ritrova al comando e con la possibilità di mettere una serissima ipoteca sul primo titolo iridato nella classe regina (il terzo nel Motomondiale). E l’allora 22enne di Tavullia non si fa sfuggire l’occasione e comincia a martellare facendo segnare anche quello che sarà il giro più veloce al termine della gara (1’51”030) al 13° passaggio. A questo punto la gara si svolge sul duello a distanza tra Valentino e Alex Barros che però, dopo aver superato Capirossi, non riesce a raggiungerlo.

Il primo titolo “tra i grandi” è a un passo.

Alla fine dunque Rossi centra l’ottava vittoria stagionale, la trentaseiesima in carriera, e ipoteca in modo perentorio il suo primo titolo mondiale della classe 500cc. Adesso infatti, per diventare il nuovo campione del mondo della classe regina del Motomondiale, gli basterà ottenere 8 punti nelle prossime tre gare, vale a dire che arrivando 8° già nel successivo GP d’Australia si sarebbe potuto già cingere il capo con la corona d’allora. Ma, come sappiamo, non si accontentò di ciò e chiuse la sua stagione vincendo tutti e tre i Gran Premi rimasti.