In attesa della decisione della Corte di Appello della FIM che toglierà ogni dubbio sulla regolarità o meno dell’appendice utilizzata dalle Ducati, a tornare sul ricorso che ha messo sub-judice la vittoria di Andrea Dovizioso in Qatar è l’amministratore delegato e nuovo responsabile del Racing Aprilia, Massimo Rivola, promotore della protesta portata avanti insieme a Honda, Suzuki e KTM dopo la gara di Losail. “Mi è sembrato che gli altri team stessero aspettando uno nuovo dell’ambiente, che facesse quello che ho fatto io – ha ammesso in un’intervista a Motosprint – . So bene che sono diventato subito impopolare per i tifosi della Ducati, e che si è detto ‘ecco, è arrivato il fenomeno della Formula 1 che rovina il nostro sport’ Quando sono andato da Carmelo Ezpeleta – il Ceo di Dorna, ndr – gli ho detto: ‘Mi dispiace, perché sono l’ultimo arrivato, sono alla mia prima gara, e già rompo le scatole, ma ritengo doveroso dire che c’è una situazione irregolare’. Tutto qui”.

“Impossibile che non si siamo accorti era irregolare”

La Ducati è rimasta “perplessa” per il modo in cui è stato affrontato il problema, cioè direttamente con un reclamo anziché all’interno dell’Associazione dei costruttori (MSMA) o coinvolgendo il Direttore tecnico del campionato, Danny Aldridge, che ha dato il via libera al deflettore delle GP19. “È proprio per il bene del campionato che bisogna cogliere questa occasione per fare ordine – incalza il manager italiano – . E ripartire da lì. Se poi in MotoGP non si può fare così, allora è un altro discorso. Ho capito che in MotoGP certe situazioni vengono discusse tra i team, magari in modo non ufficiale, ma se ci sono delle regole bisogna farle rispettare. E se si deve discutere, lo si deve fare in forma ufficiale. Non può esistere quello che è successo: ci hanno detto “no” e poi ad altri “sì”. Perché?”.

Massimo Rivola / Aprilia
in foto: Massimo Rivola / Aprilia

Il Direttore tecnico del campionato “doveva verificare che una cosa ‘spacciata’ per raffreddare non abbia effetti aerodinamici. E ce li ha, questo è dimostrato. I nostri ingegneri hanno fatto studi su quel sistema, dopo averlo visto sulla Yamaha; hanno verificato, con i loro test, che quell’appendice genera carico. E non riesco a pensare che generi carico soltanto sulla nostra moto, ma non su una Ducati… Infatti non è credibile che in Ducati nessuno si sia accorto che quell’appendice genera carico aerodinamico, visto che stiamo parlando del reparto corse forse più evoluto del mondo negli studi di aerodinamica”.

Diciamo che non bisogna pensare male, quindi pensiamo che il Direttore tecnico abbia male interpretato questa appendice con cui ha corso la Ducati. Bene, se è in buona fede, adesso dovrebbe spiegare che ha equivocato questa situazione tecnica, quindi la regola va rifatta”. Rivola ha però tenuto a sottolineare che non ha come obiettivo quello di togliere la vittoria  a Dovizioso. “Non sono per una sentenza con effetto retroattivospiega – Dovizioso mantiene la vittoria in Qatar e dal Gp d’Argentina la Ducati torna a correre senza quel dispositivo sulla moto. Certo, forse la Honda non sarà contenta se sperava di vedere tolti i 25 punti di Dovizioso”.