La Ducati saprà prima del Gp d’Argentina se la pinna davanti alla gomma posteriore delle GP19 di Andrea Dovizioso, Danilo Petrucci e Jack Miller è regolare. La pronuncia della Corte di Appello della FIM, l’organo composto da tre giudici appartenenti alla Commissione Internazionale dei giudici della FIM che dovrà decidere se l’appendice montata al forcellone delle Desmosedici genera o meno carico aerodinamico, arriverà entro il 31 marzo, dunque prima della gara al Termas de Rio Hondo. Lo ha comunicato la Federazione Internazionale del Motociclismo, evitando alla Ducati l’incertezza sull’utilizzo del deflettore in Sud America.

Ora è nota anche la data dell’udienza con i rappresentanti delle squadre coinvolte, fissata per venerdì 22 marzo nella sede svizzera della FIM, a Mies, vicino a Ginevra.

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L’appendice montata al forcellone della Ducati di Andrea Dovizioso in Qatar
in foto: L’appendice montata al forcellone della Ducati di Andrea Dovizioso in Qatar

Durante il Gp del Qatar, i firmatari del reclamo presentato contro Ducati – il ceo Massimo Rivola per Aprilia, il team principal Alberto Puig per Honda, il team manager Davide Brivio per Suzuki e il team director Pit Beirer per KTM – hanno contestato il dispositivo montato al forcellone delle Ducati, salvo vedersi il reclamo respinto dal Panel di Steward della Fim – Freddie Spencer, Bill Cumbow e Ralf Bohnhorst. Una decisione contro cui le quattro squadre hanno presentato ricorso ai commissari della Federazione che in Qatar hanno demandato la decisione alla Corte d'Appello della FIM. Motivo per cui il risultato del GP del Qatar resta soggetto alla decisione finale dei giudici della FIM.

La Ducati si è detta serena della sua soluzione, approvata con una circolare dal direttore tecnico della MotoGp, Danny Aldridge, prima dell’inizio del campionato. A Borgo Panigale non è però mancato il disappunto per il comportamento delle squadre rivali, in particolare per quello della Honda, contro cui la Ducati starebbe valutando un controreclamo per le alette aerodinamiche. L’Aprilia, in prima fila tra le concorrenti, sottolinea il “no” ricevuto dallo stesso direttore tecnico a fronte di una soluzione simile a quella poi approvata alla Ducati, ritenendo soprattutto che l’utilizzo fatto sulle GP19 sia contrario al regolamento perché volto a generare deportanza.