in foto: Chase Carey, il boss di Liberty Media – Getty images

L'insediamento dei nuovi proprietari di Liberty Media sta cambiando radicalmente il volto della Formula 1 che, da qui ai prossimi anni, potrebbe essere completamente diversa da quella che gli spettatori hanno imparato a conoscere. L'ingresso di Chase Carey e dei suoi uomini sembra aver ridato vigore a uno sport che rischiava di chiudersi in se stesso, ma allo stesso tempo ha creato numerose polemiche riguardo le novità introdotte – e quelle che nei prossimi anni potrebbero diventare effettive – dai nuovi proprietari.

Le novità targate Liberty Media.

Stop alle grid girls.

Una decisione impopolare quella presa dai nuovi proprietari e che ha già suscitato numerose polemiche: dal prossimo anno, sulla griglia di partenza, non ci saranno più le ombrelline, le storiche ragazze che erano solite stare vicino ai piloti prima dello start. Secondo il management a stelle e strisce, infatti, le grid girls erano in linea con i valori del marchio e chiaramente in contrasto con le regole di base della società moderna. Una motivazione che tantissimi addetti ai lavori hanno criticato: da Bernie Ecclestone e Niki Lauda, passando per i ferraristi Vettel e Arrivabene fino ad arrivare alle ragazze stesse. C'è però, chi, come Susie Wolff o Claire Williams, ha applaudito la scelta auspicando un cambiamento. Un provvedimento che non ha lasciato indifferente il mondo della Formula 1 facendo capire come il lavoro di revisione che si era prefissata Liberty Media non sarà semplice.

Le grid girls del GP del Brasile – Getty imagesin foto: Le grid girls del GP del Brasile – Getty images

Cambio di orari per il Gp europei.

Le ombrelline, però, non sono state le uniche al centro del progetto di revisione degli americani. La nuova proprietà, infatti, dopo aver osservato lo scorso campionato rimanendo praticamente con le mani in mano, ha deciso di passare all'azione; dal 2018, infatti, l'orario dei GP europei sarà posticipato di un'ora e dieci per permettere alle televisioni di godere a pieno dello show e per favorire il pubblico più ricettivo, secondo una ricerca, in quella fascia oraria, soprattutto in estate. E così lo spegnimento dei semafori passerà dalle canoniche 14 alle 15.10 mentre per quelli extraeuropei lo slittamento sarà di soli 10 minuti; una piccola rivoluzione che tiene conto anche degli altri eventi sportivi come accadrà in occasione del Gp di Francia, spostato addirittura alle 16.10 per la contemporaneità con i mondiali di calcio di Russia 2018.

La partenza del GP d’Italia – Getty imagesin foto: La partenza del GP d’Italia – Getty images

Una nuova frontiera per lo spettacolo.

La rivoluzione americana, però, non tocca solo lo spettacolo in pista, ma anche la trasmissione del prodotto voluto da Liberty Media. Dopo il cambio di logo – che ha rappresentato la prima forma di rottura con il passato -, ecco che i nuovi proprietari sono pronti a rivedere in maniera radicale il modo di trasmettere i Gran Premi; gli uomini di Chase Carey, infatti, hanno siglato un accordo con Fox Sport che consentirà all'emittente di Murdoch di trasmettere i GP in esclusiva in tutti i Paesi sudamericani, Brasile escluso mantenendo, però, i diritti per trasmettere in diretta su internet nei mercati più importanti eventuali corse che si dovessero organizzare nella regione e gli highlights in differita in qualsiasi parte della regione; così facendo qualora un altro paese dovesse organizzare un GP, Liberty Media sarebbe libera di trasmettere la gara su internet in tutta l'America Latina. L'intenzione, in futuro, è quella di trasmettere i Gran Premi attraverso internet e questo è solo il primo passo verso la realizzazione.

Sebastian Vettel con la telecamera al GP d’Italia – Getty imagesin foto: Sebastian Vettel con la telecamera al GP d’Italia – Getty images

Le prossime mosse in agenda.

Nuove piste pronte ad entrare in calendario.

Il 2018 vedrà due graditi ritorni come quelli del Gran Premio di Francia e quello di Germania che torneranno a far parte del calendario di Formula 1; nei prossimi anni, però, potrebbero essere molte le piste pronte ad ospitare le monoposto. L'obiettivo, neanche troppo nascosto, è quello di arrivare a 25 appuntamenti stagionali e già diverse nazioni si sono proposte: Copenaghen sembra essere a un passo dall'accordo, così come il Vietnam. Il sogno, però, è quello di avere una gara negli Stati Uniti da affiancare all'appuntamento di Austin come, ad esempio, New York, Miami o Las Vegas. L'espansione di Liberty Media è appena iniziata e nuovi mercati sono pronti a fare il proprio ingresso in Formula 1.

Nuovo format per prove e griglia di partenza.

Una delle prerogative di Chase Carey è quella di incrementare lo spettacolo; proprio per questo l'idea è quella di rivedere sia il format delle prove che la griglia di partenza. A rivelarlo è stato Pat Symonds – che fa parte del gruppo di lavoro di Ross Brawn – che ha svelato come l'idea di una formazione scaglionata, magari a 4 come agli albori della Formula 1 non sia da scartare a priori. Anche le prove potrebbero subire un cambiamento piuttosto sostanziale con l'abolizione del turno di venerdì mattina per permettere l'aumento del numero di Gran Premi in calendario.

La partenza del GP di Austin – Getty Imagesin foto: La partenza del GP di Austin – Getty Images

Lo scontro con Ferrari e gli altri costruttori.

La questione più spinosa che la nuova proprietà americana dovrà affrontare, però, sarà quella relativa alle regole che dovranno disciplinare la Formula 1 una volta scaduto il Patto della Concordia: la nuova bozza stilata insieme a Ross Brawn che prevede diversi cambiamenti per quanto riguarda motori e componenti ha fatto scattare l'allarme con i grandi costruttori pronti a minacciare l'addio. In particolare è stata la Ferrari a dichiarare guerra alle proposte fatte da Liberty Media: è stato il presidente Marchionne in persona a specificare come l'interesse del Cavallino non sia quello di partecipare a una Nascar arrivando a minacciare la creazione di un campionato parallelo. Una questione piuttosto spinosa per i nuovi proprietari che dovranno scendere a compromessi per non perdere le scuderie storiche hanno contribuito a creare il mito delle corse automobilistiche.

La SF70H – Getty Imagesin foto: La SF70H – Getty Images