Ha da poco compiuto 40 anni e come regalo chissà che non arrivi il decimo titolo della sua lunga e gloriosa carriera. Valentino Rossi è tra gli indiscussi protagonisti del MotoGP e lo sarà di certo anche nel prossimo campionato, la cui partenza è in programma il 10 marzo in Qatar. Tutti gli occhi sono puntati sul “Dottore”, che gli Autogol, carichissimi per l’inizio della nuova stagione come tutti i tifosi che si rispettino, hanno chiamato il “messia” della competizione, imitando Guido Meda, il famoso commentatore di MotoGP, che quest’anno andrà in onda in chiaro e in diretta su TV8.

E in effetti, di miracoli il numero 46 della Yamaha ne ha già fatti tanti: 115 successi, 232 podi e 383 GP in 23 stagioni, qualcuno ha calcolato che in tutto questo tempo abbia corso più di un milione di chilometri, pari a più di 20 volte il giro del mondo. Ma Valentino non si ferma, ed anzi torna in pista per strappare il record del decimo titolo mondiale. Che sia questo l’anno giusto? Potrebbe esserlo: aver spento 40 candeline lo scorso 16 febbraio rappresenta un bel traguardo e un importante spartiacque nella vita e carriera di questa vera e propria leggenda vivente sulle due ruote. “40 d.v., 40 Dopo Vale”, dicono ancora gli Autogol, imitando Guido Meda. Molti dei suoi colleghi a questa età guardano già le gare in tv, ma lui no. Lui è pronto a divertirsi e a correre ancora, in sella alla sua moto nero-azzurra, i colori dell’Inter, la sua squadra del cuore, e a tentare l’impresa, nutrendosi di sogni e di sfide sempre nuove.

Certo, dovrà vedersela con rivali che non gli faranno avere vita facile, da Alex Rins, alla guida della Suzuki GSX-RR, a Maverick Vinales, talentuoso compagno di squadra del Dottore, passando per Andrea Dovizioso, della Ducati, fino a Marc Marquez e Jorge Lorenzo, che quest’anno corrono entrambi per la Honda. Proprio contro quest’ultimo ha perso per un pelo il decimo titolo nel 2015, quando si è piazzato al secondo posto a soli 5 punti dallo spagnolo. Quel mondiale grida ancora vendetta e chissà che non arrivi proprio al termine di questa stagione, quando si troverà tra le ruote anche Francesco Bagnaia, campione del mondo di Moto2 e frutto della sua VR46 Riders Academy di Tavullia, il progetto lanciato per far crescere nuovi campioni e trovare il suo erede. E pensare che Bagnaia non era neppure nato quando Valentino ha esordito nel mondiale 125 nel marzo del 1996.

La concorrenza, dunque, sarà spietata, ma da parte sua l’Highlander delle due ruote ha l’esperienza e la voglia di superare ancora una volta i propri limiti, sempre accompagnato e supportato dal papà Graziano e dall’amico del cuore Uccio Salucci. Dal 1997, anno del suo primo titolo iridato, ne è passata di acqua sotto i ponti: ha cambiato quattro volte scuderia, passando dall’Aprilia alla Honda, poi alla Yamaha e alla Ducati e ritorno di nuovo in Yamaha, è stato praticamente imbattibile almeno fino al 2005 prima di fare doppietta nel 2008-2009, ha fondato un’Academy, dando speranza a tantissimi giovani e con la sue gesta ha fatto appassionare al MotoGP migliaia di persone. Eppure, Valentino Rossi è rimasto ancorato al suo paese, nella provincia di Pesaro Urbino, alla sua famiglia e ai suoi sogni.

E oggi, alla vigilia del suo 24esimo mondiale, continua a rincorrere quel decimo titolo che sarebbe la vera ciliegina sulla torta dei suoi 40 anni. "È un sogno nel quale credo ancora molto, ma anche un gran rimpianto, me lo sarei meritato. Due li ho persi all’ultima gara, e sono anche stato tantissime volte vice campione, quindi la mia carriera se ne meritava 10. È anche per quello che ci provo ancora", ha dichiarato Valentino in una recente intervista. Non resta che vederlo in azione e tifarlo ancora una volta, ancora di più.