Il contatto tra Verstappen e Vettel – LaPresse
in foto: Il contatto tra Verstappen e Vettel – LaPresse

"Ops, i did it again". Ed effettivamente Max Verstappen l'ha fatto di nuovo, è caduto nella trappola tesa dalla propria voglia di spaccare il mondo a suon di sorpassi finendo per distruggere la gara sua e quella di Vettel in Cina, la cui unica colpa è stata quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato: il tedesco ha visto entrare come una furia il pilota della Red Bull che lo colpito, con la propria ruota sinistra, sulla fiancata destra mandandolo in testacoda e provocando danni al bilanciamento della Ferrari che ha chiuso in ottava posizione perdendo punti preziosi da Lewis Hamilton. Un duello infinito quello Verstappen e le Rosse; ciò che è accaduto in Cina rappresenta solo l'ultimo confronto tra il giovane rampollo del Toro e gli alfieri del Cavallino.

Gli screzi con Raikkonen

Due destini, quelli del pilota olandese e della Ferrari, destinati ad incrociarsi fin dal primo vagito: già nell'esordio in Red Bull, infatti, Verstappen aveva dimostrato di non nutrire alcun timore reverenziale nei confronti della scuderia italiana sfidando Raikkonen nel corso del Gran Premio di Spagna 2016. Una difesa al limite la sua con cambi di traiettoria che avevano innervosito il glaciale finlandese tanto da fargli chiedere la sanzione che però non arriverà mai facendolo diventare il più giovane pilota della storia a vincere un GP. Quella spagnola è solo la prima punta di una telenovela che in Ungheria e Belgio conosce le puntate più avvincenti. All'Hungaroring le modalità sono le stesse ma stavolta il campione del mondo 2007 cerca l'affondo danneggiando l'alettone. Polemiche e parole grosse, ma i commissari ignorano ancora una volta l'accaduto. A Spa-Francorchamps, poi, Verstappen decide di alzare la posta: non gli basta più solo una Ferrari, le vuole entrambe. E così entra in maniera kamikaze alla prima curva della gara facendo strike. L'olandese, poi, si ricorda di avere un conto in sospeso con Raikkonen e decide di non lasciargli strada continuando a zigzagare sulla pista innervosendo il finnico che, per l'ennesima volta, chiede sanzioni.

Why always me?

Le proteste cominciano a farsi pressanti, la Formula 1 scopre il lato peggiore del giovane pilota olandese; il talento è cristallino così come la sua capacità di sorpasso, ma quando si verifica il black out possono esserci problemi. Regolati i conti con Raikkonen, la sfida si accende con l'altro pilota della Rossa, Sebastian Vettel; l'apice arriva in Messico con Verstappen che taglia la curva, non ridà la posizione al tedesco, prende la penalizzazione ma finisce per condannare proprio Vettel al 5° posto. Il ferrarista, infatti, cade nella trappola tesa dall'olandese e, per difendersi dall'attacco di Ricciardo, arriva al contatto con l'altro pilota Red Bull che gli costa una penalità di 10 secondi. Un periodo di relativa tranquillità, data soprattutto dalla mancanza di competitività della scuderia di Milton Keyes nel quale però non manca qualche screzio come quello di Silverstone, poi in Cina l'ennesimo capitolo di una storia che sembra infinita. Stavolta, però, Verstappen ha ammesso le proprie colpe andando da Vettel a fine gara per scusarsi, conscio di aver commesso un errore evitabile. Un taglio netto col passato, fatto di accuse e dichiarazioni roboanti, segno che l'esperienza e l'età, seppur giovanissima, cominciano a dare una mano nel calmare i bollenti spiriti del giovane olandese. Ormai ciò che è fatto, a Shanghai è andato in scena solo l'ultimo capitolo della saga anche se il duello tra Verstappen e la Ferrari sembra destinato a continuare.