Anche nel giorno in cui è uscito di nuovo sconfitto dalla battaglia all’ultima curva, Marc Marquez sfodera il suo solito sorriso. Perdere per la seconda volta di fila, a pochi metri dal traguardo, contro l’altro pilota che gli incrocia la traiettoria e lo brucia al fotofinish, è però un finale troppo amaro. “Io non voglio perdere mai, ma non puoi vincere tutte le battaglie: l’importante è vincere la guerra” ripete anche a Silverstone, dopo aver incassato lo smacco del sorpasso di Alex Rins e, poco dopo, anche la delusione per la caduta del fratello Alex in Moto2. “È stata la cosa che mi ha fatto arrabbiare di più” giura il campione della Honda che, come due settimane fa in Austria, dove era stato sorpreso da Dovizioso, anche in Inghilterra ha provato a nascondere la rabbia per l’imprevista disfatta.

Marc Marquez, 26 anni, festeggia il secondo posto a Silverstone / Getty
in foto: Marc Marquez, 26 anni, festeggia il secondo posto a Silverstone / Getty

Tra Rins e Marquez appena 13 millesimi di differenza, primo e secondo dopo 20 giri di battaglia, ma a dargli più fastidio, assicura, è un altro tipo di distacco, “il +78 su Dovizioso”, vale a dire un vantaggio di più di tre gare sul secondo in campionato quando ne restano soltanto sette alla fine della stagione. Un margine che, sulla carta, potrebbe permettergli di chiudere la partita iridata già ad Aragon, tra meno di un mese.

Ad ogni modo, l’incidente che ha messo k.o. il suo primo rivale, decollato con la sua Ducati sulla Yamaha di Fabio Quartararo e trasportato con una commozione cerebrale in ospedale a Cowentry dove i test diagnostici hanno fortunatamente dato tutti esito negativo, è finito per catalizzare l’attenzione (“Dovizioso non si meritava una cosa così, anche se l’incidente è una conseguenza di brutte qualifiche”) facendogli perdere di vista l’ennesimo primato conquistato in carriera.

Come Agostini: 88 podi in MotoGP

Con il secondo posto di Silverstone, Marquez ha infatti eguagliato gli 88 podi di Giacomo Agostini in top class, diventando il sesto pilota della storia a raggiungere questa pietra miliare. Davanti restano ancora altri quattro campionissimi, l’australiano Mick Doohan (95 podi), al quale due settimane fa in Austria ha definitivamente sottratto il record di pole in MotoGP, gli spagnoli Dani Pedrosa (112) e Jorge Lorenzo (114), e il nostro Valentino Rossi (198) che detiene il record assoluto. In termini di vittorie, invece, allo spagnolo mancano soltanto 4 trionfi per salire sul podio della MotoGP: dal 2013 sono infatti 50 le perle infilate da Magic Marquez contro le 54 di Doohan. Ancora lontani Agostini e Rossi, rispettivamente a 68 e 89 vittorie in top class.