in foto: Valentino Rossi / Getty Images

Gli obiettivi di Valentino Rossi non cambiano. Il campione di Tavullia lo rivela dopo una stagione difficile, tra gli alti e bassi in sella a una M1 che ha addirittura sofferto il confronto con la moto del 2016 guidata quest’anno da Johann Zarco, e anche due infortuni in allenamento, il più grave alla vigilia del Gp di Misano, con tanto di frattura di tibia e perone della gamba destra che lo ha costretto a saltare la gara di casa.

"L’obiettivo resta vincere il mondiale"

Nel 2017 il pesarese ha chiuso sei volte sul podio, ma solo una volta sul gradino più alto, vincendo la gara di Assen, come nel 2013, ma rispetto a quella stagione che segnò il suo ritorno in Yamaha dopo il biennio in Ducati, al pesarese è andata peggio in termini di punti, scavalcato da Dani Pedrosa che, con la vittoria nella finale di Valencia, gli ha soffiato anche la quarta piazza in campionato. Ma non per questo Rossi ridefinisce l’ordine delle priorità. L’obiettivo rimane vincere il mondiale, il secondo è vincere le gare. Poi arriva quello di finire le gare sul podio” sono state le parole di Valentino in un’intervista concessa a Speedweek.

”Questo è un mondo diverso”.

Nonostante gli attuali problemi di telaio, Valentino preferisce non parlare della direzione da seguire nel 2018. “Ci sono state gare difficili, come Jerez, Barcellona, Spielberg e Motegi. Nel 2017 siamo spesso arrivati in pista e ripartiti con lo stesso problema, che è stato semplicemente quello del degrado della gomma posteriore. Cercando di risolvere i problemi del 2016, abbiamo creato nuove difficoltà”. Ma è guardando al futuro che Valentino ha parlato del progetto di creare un team in MotoGp dopo quanto già fatto con lo Sky Racing Vr46 in Moto2 e Moto3. “Sarà certamente interessante iniziare con un team in MotoGP ma questo è un mondo completamente diverso e per farlo c’è bisogno anche di un costruttore. Per adesso siamo nelle classi minori per aiutare i nostri giovani piloti. La VR46 Riders Academy è nata per caso, prima mi allenavo con Marco Simoncelli. Poi sono arrivati Morbidelli, e dopo mio fratello Luca e Migno. Dopo è arrivato il team”.

"Ho paura di smettere"

In questa stagione, Valentino Rossi ha però ritoccato anche alcuni record, a partire dal diventare il leader più anziano a issarsi in vetta alla classifica iridata della MotoGP, piuttosto che diventare il pilota con il più lungo intervallo di tempo tra la prima e l’ultima vittoria, oltre ad essere il più vecchio vincitore di una gara MotoGP e aver tagliato anche lo storico traguardo delle 300 gare in classe regina, primo pilota a raggiungere tale cifra nella storia della MotoGP. Con 89 vittorie e 191 podi in top class, il pesarese ha però ammesso di temere il giorno in cui dovrà dire addio a tutto questo: “Ho paura di smettere, mi spaventa. E sarà difficile trovare qualcos’altro. La mia vita ruota attorno alla MotoGP. L’Academy va bene, ma non è la stessa cosa”.