Si chiude con un accordo extragiudiziale la vicenda che coinvolge Romano Fenati, il 22enne pilota del Motomondiale che, nella gara della Moto2 a Misano, ha deliberatamente tirato la leva del freno di Stefano Manzi, mettendo a serio rischio l’incolumità del collega riminese.

Accordo extra-giudiziale

Il Tribunale federale ha accolto la richiesta presentata dai legali di Fenati, applicando una sospensione dalle attività sportive di 5 mesi e 10 giorni ridotta di un terzo rispetto alla pena base di 8 mesi con concessione della sola attenuante legata all’atteggiamento collaborativo e di consapevolezza dell’errore mostrato da Fenati. La mediazione è stata decisa oggi a Roma al termine dell’udienza del Tribunale Federale nell’ambito del procedimento disciplinare a carico del pilota marchigiano. A Fenati è contestata la violazione dell’articolo 1.2 del Regolamento di Giustizia della FMI. “Gli affiliati ed i tesserati, comunque soggetti all'osservanza delle norme federali, devono tenere una condotta conforme ai principi della lealtà, della probità e della rettitudine sportiva in ogni rapporto di natura agonistica, economica, sociale e morale, con l'obbligo preminente di astenersi da ogni forma di illecito sportivo, dall'uso di sostanze vietate, dalla violenza sia fisica sia verbale, dalla commercializzazione e dalla corruzione”.

Romano Fenati, 22 anni
in foto: Romano Fenati, 22 anni

Sospeso per 5 mesi e 10 giorni

Diamo di più per cose abbastanza meno gravi – ha detto il Procuratore Federale Antonio De Girolamo che ha chiesto la sospensione cautelativa – Non vogliamo crocifiggerlo, ma neanche fare finta che non sia successo niente. C’è un comportamento processuale in cui Fenati, nelle parole difensive e negli interrogatori, ha chiesto scusa, c’è anche gente che questo non lo fa. C’è un accordo sulla richiesta fatta dai difensori di Fenati di applicazione di una sanzione finale di mesi 5 e giorni 10 alla quale si arriva partendo da 8 mesi di pena base con la diminuente del comportamento processuale pienamente ammissivo che prevede un terzo in meno della pena, per cui 5 mesi e 10 giorni da quando è stata notificata la sospensione cautelare. È stato chiesto solo il ritiro della licenza perché il corso dell’istruttoria ha dimostrato che lui non ha mai esercitato funzioni in qualità di tesserato o presidente di motoclub”.

Fenati presente in aula

Presente in aula Fenati, che è sembrato abbastanza in forma. “Sto lavorando un po’ in ferramenta” dice il pilota ascolano, ora che la vicenda Manzi sembra in parte chiusa. “Se penso alle gare? Non le sto seguendo neanche in tv, anzi, come sono andate domenica?” domanda ai giornalisti presenti, lasciando intendere di aver cambiato abitudini ma non i progetti per il prossimo futuro. Con la sospensione già inflitta dalla Federazione Internazionale (FIM) che, dopo averlo ascoltato una decina di giorni dopo l’incidente, ha deciso di punirlo, rivedendo la squalifica di due gare già inflitta dai commissari sportivi e ritirandogli la licenza per correre nel mondiale fino al termine stagione, Fenati trova un accordo che, in ogni caso, lo terrà comunque lontano da eventuali competizioni tricolore fino al 21 febbraio 2019. Non la sola tegola che, dal giorno del folle gesto, si è abbattuta su Romano: appiedato sia dal team Marinelli Snipers e dalla sua futura squadra Mv Agusta, il pilota ascolano risulta indagato per violenza privata dalla Procura della Repubblica di Rimini che ha aperto un fascicolo sul caso.