Periodo nero per Valentino Rossi. Con l’incidente di domenica ad Assen, il pesarese ha messo in fila tre ritiri consecutivi, come non gli accadeva dal 2011, da quando correva la sua prima stagione in Ducati. Una situazione ancora più delicata se messa a confronto con i risultati raccolti dalle altre Yamaha che, nelle ultime gare, sono state molto competitive. Il rookie della Yamaha satellite Fabio Quartararo ha conquistato due pole consecutive mentre il compagno di squadra Maverick Vinales in Olanda si è assicurato la prima vittoria stagionale. Valentino, invece, manca dal gradino più alto dalla vittoria ad Assen del 2017, vale a dire da 35 gare. Non il digiuno più lungo del pesarese, ma comunque la peggiore striscia dal suo ritorno in Yamaha.

Agostini: "Rossi fa tanto, ma gli anni passano per tutti"

Sulla situazione è intervenuto, dalle colonne di QS, il quindici volte campione del mondo Giacomo Agostini, il solo pilota ad aver vinto più di Rossi nella storia del Motomondiale. “Valentino Rossi fa quello che può, ma non riesce a stare davanti e questo gli crea problemi. Gli anni passano. Per tutti. Sono passati per Maradona, per Cassius Clay, per Eddy Merckx… Oh, sono passati anche per me, altrimenti, oggi sarei ancora in pista. Gli anni corrono e a un certo punto te ne rendi conto e inizi a pensare”.

Giacomo Agostini / Getty Images
in foto: Giacomo Agostini / Getty Images

Rossi, a 40 anni, insegue il sogno del decimo titolo ma sta facendo i conti con rivali più giovani e fortissimi, come Marc Marquez, oltre a Vinales e Quartararo, che ha 20 anni in meno di lui, senza contare i vari Dovizioso, Lorenzo o Rins. “Valentino si diverte e vuole ancora correre. Valentino vuole stare in quel mondo e anche se arriva quarto, quinto e non vince, lui si diverte. Ha il piacere di correre e questo lo spinge ad affrontare anche momenti difficili come questo” spiega Agostini che però ricorda: “Quando ho iniziato a non vincere più, e mi sono accorto che al massimo potevo arrivare secondo, forse terzo, ho deciso di smettere in una settimana. È un trauma e immagino che per Rossi lo sarà ancora di più il giorno che deciderà di farlo. Io ho pianto per tre giorni di fila dopo l’ultima gara". Il futuro sembra scritto: “Tutti noi vorremmo che fosse sempre il numero uno, ma credo sia chiaro a tutti che anche gli avversari sono molto forti. Lo ripeto, Vale può essere in crisi, può sembrare preoccupato, ma alla fine lui vuole solo continuare a correre e divertirsi in moto e se poi qualche volta dovesse ancora vincere…”.