La Formula 1 raggiungerà in Cina i 1000 gran premi nella sua storia. Una lunga traccia di passione, di emozione e velocità. Cambiano le generazioni, le monoposto, i regolamenti, cambiano le leggende e le comparse del circus, resta l'attrazione per chi sposta il limite sempre un po' più in là.

La prima gara di sempre

Cominciò tutto il 13 maggio 1950. Ventuno piloti da nove differenti nazioni si qualificano per il Gran Premio d'Europa, che incorpora anche il GP di Gran Bretagna. A Silverstone, inizia la Formula 1 moderna. In pole position parte l'Alfa Romeo 158 di Giuseppe Farina davanti a Luigi Fagioli. I piloti affrontano per prima la Woodcote, che dal 1952 al 2011 sarà l'ultima curva del successivo layout del tracciato. Poi via via scorrono lungo Copse, Maggots, Becketts, Chapel, Stowe, Club e Abbey. Davanti a 120 mila spettatori stimati, compresi il re Giorgio VI e la regina Elisabetta. Trionfa Nino Farina, che vincerà il primo titolo mondiale di Formula 1. In quella prima gara l'età media dei piloti è altissima, 39 anni: il più anziano è Philippe Etancelin, che ne ha 53, il più giovane Geoffrey Crossley, di 29. Undicesimo arriva Johnny Claes, belga nato in Inghilterra, che avrà più successo come musicista jazz con i Clay Pigeons. L'Alfa dominerà tutte le gare di quella prima stagione. L'anno successivo romperà la serie José Froilán González, l'argentino che firmerà la prima vittoria della Ferrari nella storia della F1.

In Germania il GP numero 100

Le prime edizioni del Mondiali prevedono poche gare. Così, il centesimo gran premio della storia della Formula 1 si disputa solo nel 1961 in Germania: è la sesta prova delle otto previste in calendario. Si corre al Nurburgring, il simbolo di quella Formula 1 tutta coraggio e adrenalina. I piloti percorrono 182 curve per ogni giro. Lo chiamano “l'inferno verde”. La Ferrari ha acceso la stagione. Phil Hill e Wolfgang von Trips, separati solo da due punti, lottano per il titolo. Hill parte in pole position davanti a Jack Brabham, il campione in carica, e Stirling Moss che in gara firma però una prestazione stellare e vince. Von Trips, partito quinto, arriva secondo davanti a Hill e allunga a quattro punti il vantaggio in classifica. È l'ultima volta che arriva al traguardo in Formula 1. Ha un nome infinito, Wolfgang Alexander Albert Eduard Maximilian Reichsgraf Berghe von Trips, lo chiamano “Conte von Crash”. Nobile lo è davvero, discende da una famiglia di baroni e vive in un vecchio castello. Il resto del soprannome dipende dalla frequenza degli incidenti. A Monza, le ruote della sua Ferrari agganciano quelle della Lotus di Jim Clark all’ingresso della Parabolica. La macchina prende il volo sul terrapieno alla curva di Vedano e si schianta su una collinetta dove sono riuniti decine di spettatori: ne muoiono 14 nell'incidente, oltre a von Trips. Per Michael Cannell, che a quegli anni ha dedicato un libro, in quelle stagioni in Formula 1 i piloti combattevano la Seconda guerra mondiale con altri mezzi. “Le nazioni mettevano i loro uomini più giovani e prestanti nelle auto più sofisticate e li mandavano là fuori ad affrontare la morte”.

Peterson illumina il GP n.300

Keke Rosberg debutta in Formula 1 nel trecentesimo gran premio della storia, a Kyalami, in Sudafrica, nel 1978. Guida una Theodore motorizzata Ford-Cosworth ma si ritira dopo 24 giri per un guasto alla frizione. È la terza gara della stagione, il pubblico sogna di veder vincere l'idolo di casa Jody Scheckter. I pronostici vedono favorite le Lotus a effetto suolo figlie del genio progettuale di Colin Chapman, ma Niki Lauda porta la Brabham in pole davanti a Mario Andretti. L'altra Lotus, di Ronnie Peterson, è solo undicesima in qualifica. In gara Peterson risale, ma nella prima parte di gara spicca Riccardo Patrese, alla seconda gara al volante della Arrows che ha debuttato in Formula 1 proprio in quella stagione: il motore lo tradirà a 15 giri dalla fine. Alla Lotus, Chapman ha reso chiare le gerarchie: Andretti è il primo pilota, Peterson il suo secondo. Lo svedese, che non vince una gara dal 1976, rispetterà il suo ruolo in stagione. A Kyalami, però, Chapman ha messo meno benzina nel serbatoio di Andretti che deve fermarsi per rifornire a pochi giri dalla fine. Peterson vince davanti a Patrick Depailler (Tyrrell) e John Watson sulla seconda Brabham, dopo il ritiro di Lauda. Andretti vincerà il Mondiale, ma il trionfo è amaro a Monza. Peterson, che ha già firmato per diventare il primo pilota della McLaren nella stagione 1979 ma alla partenza del GP d'Italia Patrese tocca Hunt che urta Peterson e lo sbatte contro il guard-rail. La macchina carambola sul lato opposto della pista e prende fuoco. Hunt, Regazzoni e Merzario, che già aveva salvato la vita di Lauda al Nurburgring, lo estraggono dall'abitacolo. È cosciente, ma morirà il giorno dopo per un'embolia gassosa all'ospedale Niguarda di Milano.

1990, dopo Suzuka il numero 500

C'è l'atmosfera dell'ultimo giorno di scuola ad Adelaide, per l'ultimo gran premio del campionato 1990. Senna si è vendicato di Prost a Sukuka, l'ha speronato alla prima curva e festeggiato il secondo mondiale in carriera. Mansell è all'ultima gara in Ferrari, al suo posto arriverà Alesi dalla Tyrrell. Il Leone prenderà il posto di Boutsen, che andrà in Ligier, mentre Alliott saluterà il team francese per andare in Peugeot. È l'ultima gara di Warwick in Lotus, di Modena in Brabham, della McLaren con i motori Honda V10, scelti invece dalla Tyrrell al posto dei Ford-Cosworth per il 1991. è la prima in Benetton di Roberto Moreno, chiamato dopo l'incidente in elicottero di Alessandro Nannini. Senna, nonostante il titolo già sicuro, domina le qualifiche: è la sua 52ma pole position. Parte davanti a Berger con le Ferrari di Prost e Mansell in seconda fila. Il Leone è generoso, anche troppo, con le gomme e con i freni. Dopo la sosta rientra quinto, dietro Senna, Piquet, Prost e Berger. Il campione del mondo, al giro 62, nel cambiare marcia in una curva abbastanza lenta si ritrova in folle e sbatte contro le barriere. Piquet eredita il primo posto, dietro però Mansell vola. Gira sul piede dell'1.19 basso e a volte anche sull'1.18 e al giro 81 è negli scarichi di Piquet. Il brasiliano però completa una gara da manuale e all'arrivo lo precede di 3,1 secondi. Un bel modo di finire la stagione.

A Singapore si fa la storia

È festa doppia a Singapore nel 2008. La Formula 1 celebra gli 800 gran premi della sua storia. Per la prima volta, poi, si corre in notturna“E’ un enorme passo avanti per il nostro sport” commenta Ron Dennis. Quando i semafori si riaccendono insieme ai riflettori sul nuovo tracciato a Marina Bay, Felipe Massa è in pole position e ha addosso gli occhi del mondo. Il brasiliano è in testa al Mondiale, con un punto di vantaggio su Lewis Hamilton, che parte in prima fila. Piquet jr, il figlio di Nelson, si schianta al 14° giro, subito dopo il pit stop anticipato di Alonso. Entra in pista la safety car. Massa riparte e si trascina dietro il bocchettone del rifornimento, Raikkonen resta bloccato in pit-lane dietro la macchina del compagno di squadra. Nel frattempo Nico Rosberg passa in testa, ma viene frenato da uno stop and go per rientro anticipato. Alonso, partito quindicesimo, va a vincere davanti al sorprendente Rosberg e a Hamilton. È il suo primo successo dal ritorno in Renault, il primo per la scuderia di Flavio Briatore da quasi due anni. Massa, tredicesimo, perde una grande occasione. E perderà il Mondiale per un punto.