Squalificato, cacciato dalla sua scuderia, nell'occhio del ciclone per quanto commesso a Misano. Romano Fenati è il pilota che in Moto 2 è finito in copertina per quel gesto di follia che ha fatto il giro del Web: si avvicina al rivale in pista, Manzi, e gli pinza il freno mentre i veicoli sfrecciano sull'asfalto a 200 km/h. Pazzesco, davvero. Ha messo a repentaglio la vita propria e quella dell'altro centauro al termine di una gara scandita da scintille e tensione emotiva, fino a tracimare in agonismo esasperato.

Fenati ha chiuso la sua pagina Facebook, considerato l'assalto  social ricevuto dopo quanto accaduto e ha pubblicato sul proprio sito ufficiale un comunicato nel quale chiede scusa e ammette – a mente lucida – "non sono stato un uomo" e poi ancora "non avrei dovuto reagire alle provocazioni" perché è vero che "purtroppo ho un carattere impulsivo, ma la mia intenzione non era certo quella di fare del male".

  • Chiedo scusa a tutto il mondo sportivo. Questa mattina, a mente lucida, avrei voluto che fosse stato solo un brutto sogno. Penso e ripenso a quei momenti, ho fatto un gesto inqualificabile, non sono stato un uomo! Un uomo avrebbe finito la corsa e poi sarebbe andato in Direzione Gara per cercare di ottenere giustizia per i precedenti episodi.
  • Non avrei dovuto reagire alle provocazioni. Le critiche sono corrette e comprendo l’astio nei miei confronti. Voglio scusarmi con tutti quelli che credevano in me e tutti quelli che si sono sentiti feriti dalla mia azione. È uscita un’immagine di me e dello sport tutto, orribile. Io non sono così, chi mi conosce bene lo sa!
  • Nella mia carriera, sono sempre stato un pilota corretto. L’anno scorso sono stato uno dei pochissimi a non ricevere alcuna penalizzazione, non ho mai messo a repentaglio la vita di qualcun altro, anzi, ho sempre sostenuto che ci sono piloti pericolosi, in pista, per stile di guida.
  • È vero, purtroppo ho un carattere impulsivo, ma la mia intenzione non era certo quella di fare del male ad un pilota come me ma volevo fargli capire che quello che stava facendo era pericoloso e che anch’io avrei potuto fargli delle scorrettezze così come lui le aveva appena fatte a me! Non voglio giustificarmi so bene che il mio gesto non è giustificabile, voglio solo scusarmi con tutti. Ora avrò tempo per riflettere e schiarirmi le idee.