"Mi hanno massacrato, ma proverò a tornare", aveva dichiarato pochi giorni fa. Dalla prossima stagione il desiderio di Romano Fenati verrà esaudito grazie allo Snipers Team: la stessa scuderia che lo aveva licenziato dopo il bruttissimo e pericoloso gesto ai danni di Stefano Manzi. Il ventiduenne pilota marchigiano, attualmente con la licenza sospesa dalla Federazione Motociclistica Italiana fino al 21 Febbraio 2019, è stato infatti riaccolto dalla famiglia Cecchini che ha deciso di riportarlo in pista.

Il centauro ascolano, che avrà come compagno di squadra il talentuoso pilota milanese Tony Arbolino (preferito al kazako Makar Yurchenko), ripartirà dalla categoria Moto3 grazie anche al Title Sponsor OCTO Telematics: società di servizi telematici, già presente nel motomondiale dal 2015 al 2017 con il Team Pramac e intenzionata a contribuire alla rinascita di Fenati dopo l'incredibile episodio del Gran Premio di Misano dello scorso settembre.

Il patteggiamento e la voglia dai correre in moto

Il patteggiamento con la Federazione e la volontà dello sponsor del team di rimetterlo in sella, ha dunque permesso a Fenati di ripensare seriamente alle corse. La sua ammissione di colpa, gli ha infatti permesso di ottenere la riduzione di un terzo della pena dal Tribunale Federale e di scattare nuovamente dopo il semaforo verde a partire dal prossimo 21 febbraio.

"Il piacere di andare in moto c’è sempre, quello lo puoi provare ovunque, basta andare a girare a Misano da privato per fare due belle curve. ma correre le gare è quello che mi manca maggiormente – aveva dichiarato Fenati all'uscita dal Tribunale federale, dopo la sentenza – La cosa più bella è l’adrenalina delle ore prima della gara, quella che ti asciuga la bocca, questa è la cosa che mi manca di più".