Prima giornata di libere ad Aragon ma il caso di Romano Fenati che nell’ultima gara della Moto2 a Misano ha tirato la leva del freno di Stefano Manzi continua ad essere l’argomento più dibattuto nel paddock. A riportare in primo piano la questione anche la decisione della Federazione Internazionale del Motociclismo (FIM) che questa mattina, a dodici giorni di distanza dai fatti del GP di San Marino, con un comunicato stampa ha annunciato l’inasprimento della squalifica di due gare che era stata già inflitta dai commissari sportivi del Motomondiale, estendendo il provvedimento al resto della stagione attraverso il ritiro della licenza Fim del 22enne di Ascoli Piceno.

Romano Fenati, 22 anni / Twitter
in foto: Romano Fenati, 22 anni / Twitter

La misura della FIM è l’ultima in ordine di tempo nei confronti di Fenati che, all’indomani della gara di Misano, è stato prontamente licenziato dal team Marinelli Snipers, la struttura sportiva pesarese con cui quest’anno Romano ha affrontato il passaggio dalla Moto3 alla Moto2. Un provvedimento che, diversamente da quanto ipotizzato in questi giorni, non è una diretta conseguenza del gesto di Fenati bensì una decisione dovuta al “peso mediatico” di cui è stato vittima il pilota ascolano.

"Romano licenziato per colpa dei media"

A spiegare le dinamiche interne alla squadra è Mirko Cecchini, figura chiave del team Marinelli Snipers che, ai microfoni di Sky Sport MotoGP, ha chiarito i motivi che hanno portato alla rescissione del contratto con Fenati, senza nascondere che ad Aragon – dove Romano è stato sostituito con il debuttante andorriano Xavi Cardelus – la squadra tutta sente la sua mancanza al box. “Ci sentiamo un po’ orfani di Romano, perché l’anno scorso è stata una stagione bellissima, quest’anno sapevamo che sarebbe stata difficile per tutti” ha detto Cecchini. “Abbiamo fatto un po’ più fatica di quello che ci si aspettava ma quello che è successo nell’ultima gara ci ha rovinato tutti i piani”.

È chiaro che noi siamo stati costretti da tutto quello che è successo a livello mediatico a lasciarlo a casa definitivamente. Di nostra libera iniziativa non l’avremmo mai fatto. È chiaro che lui ha sbagliato e la punizione che gli aveva dato la Dorna e la Direzione gara secondo noi era corretta”. Quando poi gli è stato esplicitamente chiesto se fosse stato il peso mediatico a spingere gli sponsor verso la rescissione definitiva del contratto, Cecchini ha confermato: “Sì, tutto quello che è successo a livello mediatico ha disturbato tutti. Alla fine non si tratta più di un aspetto sportivo, siamo passati dalle gare alle idiozie, perché non si può attaccare così un ragazzo di 22 anni, è chiaro che lui ha sbagliato, l’errore l’ha fatto però la punizione l’aveva ricevuta, non è il primo pilota che fa atti del genere, sono sempre successi nel passato. Se c’è stato un ripensamento? La nostra linea è sempre stata abbastanza quella. Gli abbiamo detto che aveva sbagliato, che certe cose non si devono fare. Non è il primo che fa atti del genere, e non sarà neanche l’ultimo”.