Qual è l'anagramma di Romano Fenati? Ti freno a mano. Pazzesco. Eppure è così. Prendete un foglio di carta e una matita, scrivete per esteso nome e cognome del pilota bandiera nera in Moto 2, finito nel mirino della critica e della Federazione per quella ‘pinzata' al manubrio di Stefano Manzi, scomponete le lettere e ricomponetele un poco alla volta come fosse un gioco enigmistico. Cavolo! E' la prima reazione che scaturisce dalla constatazione di come possa essere beffarda la sorte. Insomma, era già scritto nelle stelle e nel destino, dicono gli scaramantici. Solo una coincidenza affermano altri. Nella maggior parte dei casi è solo un modo per inveire contro quel ragazzo che ha perso la testa e s'è giocato la carriera per una sciocchezza.

Dal perdono alla sospensione. Il suo avversario l'ha perdonato e ha scelto di chiudere la vicenda senza dare seguito a denunce penali… perché se vai a 200 all'ora in pista e qualcuno ti schiaccia la leva del freno è da folli e rischi di romperti (e rompergli) l'osso del collo. Per fortuna sia Fenati sia Manzi possono ancora raccontare quanto accaduto pochi giorni fa sul circuito di Misano ma restano le immagini, fortissime, di chi in cuor suo ha capito di aver sbagliato. Riuscirà mai a perdonarsi? Non c'è tribunale peggiore della propria coscienza.

Cosa accadrà adesso? Intanto c'è la conferma della sospensione cautelare da parte del Tribunale della della Federazione come richiesto dal procuratore Antonio De Girolamo. A Fenati viene contestata la violazione dell'articolo 1.2 del regolamento di giustizia della Fmi, il procedimento disciplinare e le relative tempistiche sono ora rimessi al procuratore federale che avrà due mesi di tempo per svolgere eventuali ulteriori indagini preliminari.

Gli affiliati ed i tesserati, comunque soggetti all'osservanza delle norme federali – si legge nelle motivazioni della decisione -, devono tenere una condotta conforme ai principi della lealtà, della probità e della rettitudine sportiva in ogni rapporto di natura agonistica, economica, sociale e morale, con l'obbligo preminente di astenersi da ogni forma di illecito sportivo, dall'uso di sostanze vietate, dalla violenza sia fisica sia verbale, dalla commercializzazione e dalla corruzione.